
La forma corretta è chiamami, senza -s. Questa grafia corrisponde al verbo chiamare coniugato alla 2a persona singolare dell’imperativo presente. L’errore « chiamasmi » figura tra gli sbagli più frequenti in francese scritto, compresi contesti professionali come le email o gli SMS.
Il meccanismo dell’imperativo che elimina il -s
L’imperativo presente è un modo senza soggetto espresso. Al presente dell’indicativo, si scrive « tu chiami » con una -s finale. Passando all’imperativo, questo -s scompare per i verbi del 1° gruppo.
La confusione nasce da un riflesso logico: poiché l’imperativo alla 2a persona si rivolge a « tu », si riproduce la terminazione dell’indicativo. Questa logica è falsa per i verbi in -are.
- Indicativo presente: tu chiami, tu mangi, tu parli (con -s)
- Imperativo presente: chiama, mangia, parla (senza -s)
- Eccezione: il -s riappare davanti a « en » e « y » per motivi fonetici, come in « mangiane » o « vai lì »
Per ricordare la regola per scrivere chiamami, basta verificare il gruppo del verbo. Chiamare appartiene al 1° gruppo: niente -s all’imperativo.
Raddoppiamento della « l » nel verbo chiamare: quando e perché
L’infinito si scrive « chiamare » con una sola « l ». La coniugazione raddoppia questa « l » ogni volta che la sillaba successiva è muta. Questo raddoppiamento traduce un cambiamento di pronuncia: la « e » davanti alla consonante raddoppiata si pronuncia come una « è » aperta.
Confronta le forme coniugate:
- Io chiamo, tu chiami, egli chiama, essi chiamano – due « l » perché la terminazione è muta
- Noi chiamiamo, voi chiamate – una sola « l » perché la terminazione si pronuncia
- Io chiamavo, noi chiamavamo – una sola « l » all’imperfetto, la terminazione essendo sonora
Il raddoppiamento della « l » dipende esclusivamente dalla pronuncia della sillaba finale. Questo principio funziona anche al futuro semplice (io chiamerò, con due « l ») e al congiuntivo presente (che io chiami, con due « l »).

All’imperativo, « chiama » porta bene due « l » poiché la terminazione -e è muta. La regola del raddoppiamento e la regola dell’assenza di -s si combinano in « chiamami ».
Il trattino con i pronomi personali all’imperativo
L’imperativo impone un trattino tra il verbo e il pronome complemento che lo segue. Si scrive « chiamami », « diglielo », « guardali ». Senza trattino, la grafia è errata.
Questo trattino non è decorativo. Segnala che il pronome è legato al verbo in una costruzione in cui il soggetto è scomparso. Nella forma negativa, il pronome torna davanti al verbo e il trattino scompare: « non chiamarmi ».
Il trucco comune è dimenticare questo trattino nei messaggi rapidi. « Chiamami » senza trattino costituisce un errore di ortografia, anche se spesso passa inosservato nell’orale.
Caso particolare con « en » e « y »
Quando il pronome « en » o « y » segue un imperativo di un verbo del 1° gruppo, il -s riappare per facilitare il legame orale. Si scrive « pensaci » e non « pensa-ci », « parlane » e non « parla-ne ». Questa eccezione non riguarda « chiamami » poiché « mi » non è né « en » né « y ».
Chiamare coniugato agli altri tempi: le forme che creano problemi
La difficoltà del verbo chiamare non si limita all’imperativo. Diversi tempi generano esitazioni sul numero di « l ».
Al futuro semplice, il raddoppiamento è sistematico: io chiamerò, tu chiamerai, noi chiameremo. La sillaba finale del radicale è muta in tutte le persone, quindi la « l » raddoppia ovunque.
Al presente del congiuntivo, lo schema segue quello dell’indicativo presente: che io chiami, che tu chiami, che egli chiami, che essi chiamino (due « l »), ma che noi chiamiamo, che voi chiamiate (una sola « l »).
All’imperfetto dell’indicativo, una sola « l » è sufficiente per tutte le persone: io chiamavo, tu chiamavi, noi chiamavamo. La terminazione sonora impedisce il raddoppiamento.
Il condizionale presente, costruito sul radicale del futuro, conserva logicamente le due « l »: io chiamerei, tu chiameresti, egli chiamerebbe.
Il nome « chiamata » e la confusione con il verbo
Il sostantivo « chiamata » si scrive con una sola « l » e senza -e finale. Non confondere il nome « una chiamata » e la forma coniugata « egli chiama ». La frase « fai una chiamata » utilizza il nome, mentre « chiamalo » utilizza il verbo all’imperativo.

Errori frequenti con chiamami negli scritti comuni
Le piattaforme di correzione linguistica segnalano che l’errore « chiamasmi » si ripresenta regolarmente nelle email professionali e nei messaggi istantanei. Tre errori si accumulano spesso nella stessa frase:
- Aggiunta di un -s per analogia con l’indicativo (« chiamasmi »)
- Dimenticanza del trattino (« chiamami »)
- Esitazione sul numero di « l » (« apelle-mi » o « appellle-mi »)
I programmi scolastici in francese, in particolare nei cicli 3 e 4, mirano esplicitamente alla coniugazione dell’imperativo presente negli esercizi e nelle valutazioni. Le indicazioni di tipo « scrivimi », « rispondimi », « chiamami » servono come supporti di allenamento ricorrenti.
La grafia corretta si basa su tre verifiche rapide: verbo del 1° gruppo quindi niente -s, sillaba finale muta quindi due « l », pronome dopo il verbo quindi trattino. Questi tre punti riuniti danno chiamami, l’unica forma ammessa in francese.